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serafico
una visione del mondo


Diario


5 febbraio 2014

nuovi occhi sull'economia


Nel blog dell'istituto di ricerca Format Srl (www.formatresearch.com), il formatpost (www.formatpost.com)   possiamo trovare post che hanno uno sguardo nuovo e semplice sull'universo economico e sociale del nostro paese.
Vale la pena segnalarlo e seguirlo.
Di seguito l'ultimo articolo da Format Post:

monday outlook | 03 02 '14

Continuiamo, anche per la quarta settimana di gennaio, a confrontarci con dati sostanzialmente negativi intervallati da altri che lasciano intravedere un lumicino di speranza. Si delinea in questo modo un quadro di incertezza economica facilmente soggetto ad interpretazioni che potrebbero essere di parte, con strumentalizzazioni degli attori del mondo politico. Soltanto una lettura fredda ed attenta può portare alla formazione di un giudizio il più possibile scevro da preconcetti.

Desta preoccupazione, scrive Confcommercio, il dato sull’occupazione fornito dall’Istat: anche nello scorso mese di dicembre il numero di occupati si è ridotto (-25mila unità rispetto a novembre). Questo ennesimo deterioramento porta le persone occupate al minimo assoluto dal 2004 (inizio delle serie mensili sulle forze di lavoro). Il dato è preoccupante anche perché si associa a una riduzione del complesso delle forze di lavoro.

Cresce l’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane che dall’83,8 di dicembre passa all’86,8 di gennaio(fonte Istat). Ma se l'andamento dell'indice complessivo rispecchia un miglioramento significativo della fiducia delle imprese del settore dei servizi di mercato e di quelle del commercio al dettaglio, risulta invece in diminuzione la fiducia delle imprese manifatturiere e delle imprese di costruzione.

Per quanto riguarda l’indice di fiducia dei consumatori, sempre secondo Istat, a gennaio aumenta a 98,0 da 96,4 del mese precedente.

Da Bankitalia giungono dati che mostrano come la crisi “picchi sulle famiglie”: tra il 2010 e il 2012 il reddito familiare medio in termini nominali è diminuito del 7,3%, mentre la ricchezza media del 6,9%. In sostanza i ricchi sono sempre più ricchi: al 10% delle  famiglie va quasi la della metà ricchezza mentre metà dei nuclei vive con meno di 2000 euro al mese.  Prometeia, nell’analizzare i dati di Bankitalia, nota come più di un indicatore mostra un peggioramento delle condizioni economico-finanziarie delle famiglie tra il 2010 e il 2012, ma segnala, tra le altre cose, che le famiglie che dichiarano di disporre di entrate del tutto insufficienti sono diminuite di circa 7 punti percentuali.

Bussola Mutui, il bollettino trimestrale firmato CRIF e MutuiSupermarket.it che offre una panoramica aggiornata e completa delle tendenze in atto nel mercato italiano dei mutui residenziali e immobiliare, mostra che nel 2013 si è perso un ulteriore 7% delle compravendite residenziali e l’8% delle erogazioni di nuovi mutui a privati. Il mercato immobiliare e dei mutui ritornano sui livelli dei primi anni ’90.

È di oltre 66 miliardi di euro la ricchezza prodotta dal sistema cooperativo in Italia (fonteUnioncamere), un consistente apporto all’economia nazionale con la capacità di resistenza alle avversità del ciclo economico.

Continuano a pesare sulle imprese fornitrici di beni e servizi i ritardi della Pubblica Amministrazione nei pagamenti. Ha rilevato Confartigianato come in Europa l’Italia detenga il record negativo nel risolvere i propri debiti con le imprese: in media 170 giorni. A questo si somma il maggior debito commerciale della PA verso le imprese, pari al 4% del Pil nazionale.

In una Nota del Centro Studi Confindustria si evidenzia come in Italia ci sia meno competitività anche per l’assenza di una buona politica industriale. In altri paesi industrializzati si sostiene la manifattura con la domanda pubblica, incentivi alla ricerca, regolamentazione e formazione. “Il Paese deve individuare le idee di cambiamento, nei bisogni della societa` e nelle tecnologie, e costruire intorno ad esse una strategie di’intervento che, con un approccio di sistema, massimizzi le potenzialita` del suo tessuto produttivo” è scritto nella Nota.

R.E TE. Imprese Italia lancia una grande mobilitazione nel Paese e con lo slogan “Senza impresa non c’è Italia. Riprendiamoci il futuro” e convoca per il 18 febbraio una grande manifestazione a Roma per chiedere un deciso cambio di rotta.


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permalink | inviato da serafico il 5/2/2014 alle 9:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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