6 gennaio 2012
SIAMO NOI L'ITALIA CHE CAMBIA L'ITALIA
PER UN 2012 MIGLIORE 
Il 2011 finisce e nellasperanza di ognuno c'è il desiderio palese di una anno migliore,meno difficile più sereno. Nel 2011 tante cose sono accadute mamolti ricorderanno questo appena passato come l'anno della crisieconomica, una crisi dura che rischia ancora di minare la nostrasocietà nelle sue basi più solide, arrivando perfino ad insidiarequelli che sono i legami e gli affetti familiari. Quest'aspetto èimportante: quando in una famiglia vengono a mancare i beni primari,il lavoro, è difficile rimanere sereni. Don Gaetano della parrocchiadi san Michele a Velletri, la domenica di Capodanno ha letto lalettera di una bambina che raccontava di come i suoi genitori, ilgiorno di Natale, invece di volersi più bene abbiano litigato ediscusso. I bambini sono la parte più debole della società e subitorisentono dei turbamenti, delle mancanze, delle preoccupazioni. Perloro la crisi non è solo meno regali dalla Befana, per loro la crisiè assistere a mamma e papà che perdono le staffe e si infuriano, siinsultano, hanno perso la serenità. Il 2012 non cancellerà di colpotutti i guai e le bufere dell'anno precedente, ma ora sappiamo cosapuò attenderci e sta a noi reagire, con rabbia forza e tenacia.Dobbiamo avere fede nel Signore e fede in noi stessi, Dobbiamo avereforza e non arrenderci mai, senza paura. Affrontare il futuro edifenderlo per noi, per le persone cui vogliamo bene, per i nostrifigli. C'è un'Italia che vuolecambiare ed è l'Italia dei cittadini che non si arrendono, èl'Italia dei cittadini che difendono l'ambiente, il territorio, lalegalità, il diritto al lavoro e alla salute, è l'Italia deicittadini che non ammettono i privilegi della casta ma che invece difermarsi perché scandalizzati, si organizzano e lottano con tuttimezzi consentiti. È l'Italia di coloro che credono che il modo loabbiamo ricevuto in prestito dalle generazioni passate e alle futuredobbiamo restituirlo nel migliore dei modi possibile. È l'Italia dichi difende l'agricoltura dall'aggressione del cemento, come faStefano con il Comitato di Vallericcia, è l'Italia di chi lotta peri posto di lavoro e per il diritto ad una sanità migliore, come inostri amici del San Raffaele Velletri, è l'Italia delle listeciviche, come quella di Roberto, ad Ariccia, che si pone dalla partedella gente, senza trucchi, superando obsolete logiche di potere. Èl'Italia che vuole salvaguardare le nostre bellezze naturali, inostri Laghi dei Castelli, così importanti per l'ecosistema, o chesi batte contro le discariche e gli inceneritori, per un ambiente chesia sostenibile e possa rimanere integro per noi, per i nostri figlie per le generazioni che verranno, proprio come fanno Daniele oSimone. E proprio Simone, SimoneCarabella, che lotta contro l'eco-mostro discarica di Roncigliano eche ha fondato una lista civica che si presenterà alle prossimeelezioni ad Ardea, il primo dell'anno, si è tuffato nel Tevere,come aveva fatto l'anno scorso perché era riuscito con il comitatoNo-Inc a fermare l'inceneritore. Questa volta la scritta sulle suespalle, un po' come simbolo di tutti noi che amiamo il nostroterritorio e che non vogliamo arrenderci, è “SIAMO NOI L'ITALIACHE CAMBIA L'ITALIA”. ECO16 www.ecodiariccia.blogspot.com
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